Archive for the 'SUCCEDE A TORINO' Category
Dalai Lama in Italia: ITALIANI VERGOGNA!
E’ un evento storico, eppure gli italiani riescono a farlo passare sottotono. Il Dalai Lama, che per chi è buddhista è una guida spirituale, per chi non è buddhista è un premio Nobel per la Pace, per tutti è uno dei più grandi leader spirituali di questo secolo… Non incontrerà ufficialmente né il Governo italiano, nè il Papato italiano. L’Italia e i suoi PRODI lo incontreranno, come dire, per caso, magari al bar mentre ci si prende un caffé… idem per il super PAPA RAZZI che non ha trovato il tempo per un incontro… D’altra parte, dopo l’ultima enciclica sulla speranza, le speranze di un dialogo interreligioso sono sfumate del tutto. Solo il dio cattolico ci può salvare, tutto il resto si è rivelato fallace. Ah beh… dimenticavo, insieme al dio cattolico ci sono anche i CINESI che ci salveranno dalla fine certa dell’occidente: è solo per non fare incazzare i cinesi che non incontriamo il Dalai Lama ufficialmente! Perché IL GOVERNO ITALIANO E IL PAPATO SONO SUCCUBI DELLA CINA!!! E questa, come dice Tenzin Gyatso, si chiama CORRUZIONE: pur di non perdere delle commesse, dei soldi e non so quali altre forme di scambio, facciamo finta di non vedere quello che i comunisti cinesi stanno facendo in Tibet: ITALIANI VERGOGNA! Oggi devo riconoscere che il nostro discusso sindaco Chiamparino si è dimostrato coraggioso a dare la cittadinanza onoraria al Lama, con una cerimonia che ci sarà a giorni. Per il resto, che dire, c’è da vergognarsi come sempre di essere italiani, italiani succubi: una volta lo eravamo degli americani, adesso lo siamo dei cinesi… per una volta che potevamo dar retta al Bush! Almeno lui il Dalai Lama lo ha incontrato! MA Prodi non ha paura di fare incazzare George? No, forse è troppo preso ad importare merce cinese di pessima qualità in Italia… Avanti Prodi, portaci alla Vittoria Finale!
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LAVAVETRI SUPERSTAR
Il sindaco Chiamparino sta prendendo proprio una brutta piega; dico, proprio dal punto di vista filosofico oltre che sociale. Ha sposato ’sta tesi malsana secondo la quale per combattere il disagio bisogna “NORMALIZZARLO”: e così case popolari e casette nuove agli zingari per combattere il problema nomadi; festival rumeno per abbracciare la rumenizzazione selvaggia di Torino, come se noi che viviamo nella periferia di Torino non ce l’avessimo tutti i giorni sotto casa il festival rumeno; feste e festicciole per combattere il degrado dei parchi, mica li vuoi mandar via sul serio ’sti tossici, facciamogli la festa a casa e vediamo se se ne vanno. E ieri l’ultima: i lavavetri sono un problema? ASSUMIAMOLI!!!
Per quanto riguarda le reazioni dei torinesi alla possibile assunzione di 100 lavavetri (solo 100?), vi rimanderei al forum della Stampa, uno spaccato della pazienza ai limiti dei bougianen subalpini, che per trovare casa e lavoro a Torino saranno costretti a breve a chiedere il permesso di cittadinanza straniero. Ma poi, sempre filosoficamente, allora ESTENDIAMO la filosofia chiamparinesca a TUTTO il disagio!
Nello specifico, caro Sergio, le proporrei due nuove figure professionali, da assegnare ovviamente tramite regolare agenzia interinale o concorso pubblico:
- IL PUSHER COMUNALE
Il pusher comunale potrbbe avere il compito di spacciare droghe leggere nei parchi torinesi, in orario preserale e dietro regolare ricevuta. Le droghe sarebbero fornite da spacciatori selezionati e sottoposti a severe norme CEE per la qualità biologica di hashish e mariuana. Ovviamente le sovvenzioni al progetto arriverebbero dai Radicali.
LA PROSTITUTA DI QUARTIERE
Ogni quartiere potrebbe aver diritto a una prostituta, pagata dal Comune. La prostituta lavora dalle 20 alle 24, dietro prenotazione agli appositi sportelli Prostituzione del Comune. Ovviamente per lei, versamento delle tasse e ricevute detraibili ai fini fiscali. Diciamo che si tratterebbe più che altro di un sano progetto di educazione sessuale della cittadinanza.
Ovviamente se qualcuno ha altre idee ben vengano! Sapete com’è, a Torino è un attimo: hai un’idea balzana, la spari in mezzo alla gente che conta in un bar del quadrilatero et voilà, il giorno dopo è legge. Purché l’idea sia abbastanza provocatoria e abbastanza di sinistra da irritare la maggior parte dei torinesi, di destra e di sinistra.
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EATALY: POCO CON TANTO
Ieri sera, un po’ per caso e un po’ perché da un po’ lo volevamo fare, siamo andati da EATALY. Abbiamo detto, proviamo a far la spesa lì e vediamo se alle casse ci tocca aprire un mutuo… Già da un punto di vista marketing, EATALY è un posto splendido, un posto dove ci si sente migliori - a differenza dell’Auchan. dove ci si sente sempre peggiori di quel che si è… Un posto studiato proprio nei dettagli comunicativi, un po’ come IKEA: solo che da IKEA il messaggio è quello che si può avere molto spendendo poco; qui invece è che si può avere poco spendendo molto.
Ma la cosa straordinaria è che si è contenti in entrambe i casi.
Da Eataly è vero, la spesa non è proprio alla portata. Diciamo che, per un cittadino medio, mangiando al LIDL si riempiono 4 carrelli contro 1. Ma alla fine è come scegliere se prendere 4 piatti di merda (scusate il linguaggio ma ci vuole) o 1 piatto risotto. Come dice la cara Melinda, si può manigare meglio e meno. Sì, perché da Eataly le carote sanno di carote ed è sensazionale: non importa se le abbiamo pagate il doppio che a Porta Palazzo. Ne mangeremo la metà. Ma la carota è DOLCE e io me l’ero dimenticato a forza di comprare carote a 50 centesimi al mercato. La mela profuma davero “come il bagno schiuma”, i grissini sono leggeri e friabili e la toma con la bonarda è una cenetta leggera e delicata che fa felice anche il cuore. E non parliamo dei succhi di frutta che sanno di frutta.
Alla fine, per la nostra spesa media settimanale, abbiamo speso 62 euro, più o meno come al solito; forse il carrello era un po’ più vuoto, ma sono certa che sarà un po’ più vuota anche la pattumiera. Perché sarà anche assurdo, ma a noi occidentali abituati allo spreco e alla quantità a tutti i costi, fa bene un po’ di QUALITA’, un po’ di MISURA e anche di MODERAZIONE: e se l’unico modo di farci R A L L E N T A R E è il prezzo, beh, ben venga anche quello. Alla faccia dell’economia cinese, che se sta spopolando è solo grazie alla nostra mania di avere tanto con poco. Fermiamoci una sera soltanto, prendiamoci POCO CON TANTO. Alla lunga il gesto, se ripetuto, ci renderà persone più sane, più moderate e perfino meno obese. (che se si fanno i calcoli, il soldi risparmiati nelle abbuffate al Carrefour li spendiamo in palestra per dimagrire).
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La Parrucchiera coraggiosa
Ieri sera la Parrucchiera di zona ha deciso di dare una sferzata al quartiere e agli affari con un HAPPY HOUR in negozio che rilanciasse un nuovo modo di vivere il quartiere: resterà aperta fino a tardi e con la festa di ieri il suo negozietto gettava luce sul buio di Piazza Sofia, illuminando le ombre che fanno paura agli abitanti del quartiere. Contemporaneamente, leggo sulla Stampa, un giovane parrucchiere di Corso Giulio Cesare chiude il negozio, perché i clienti sono fuggiti, e lui non ne può più di tossici e minacce di maghrebini che gli impongono di non toccare le chiome delle loro donne.
Due storie contemporanee, ambientate entrambe nella zona bronx di Torino: BARRIERA DI MILANO. Ovviamente sui giornali, ci è finita la seconda, la storia di quello che si arrende, che “la città cambia e la polizia non fa niente”, che tanto “loro sono i padroni”. Una traccia piuttosto banale, che più o meno tutti abbiamo recitato in questi anni. Invece, la STORIA con una traccia davvero interessante è l’ALTRA: è quel negozietto di Piazza Sofia, un 40 mq chiamato PLAS, che lotta ogni giorno con la zona, si difende, attacca e RILANCIA, una due, tre volte, con la pubblicità, la tv, le aperture serali. E’ questa la TORINO che ci fa onore, quella che invece di abbandonare i quartieri li VIVE, li DIFENDE, ci CREDE. E lo fa molto prima e nonostante la POLITICA, la forze dell’ordine e i bastoni.
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500 Torino!
Una meraviglia davvero la FESTA DELLA 500 ieri a Torino,
lo so che poi la giornalaia si arrabbia “perché le 500 le fanno in Polonia e dobbiamo comprarle noi”, però per una volta io voglio far finta di NON VEDERE i retroscena: e ricordare la giornata di ieri così, senza ombre, solo un tappeto di 500 che copre di storia Piazza Vittorio, mentre il vento porta via i racconti degli anziani che quelle 500 le hanno vissute. Anche mia madre racconta, lei lo ha FATTO il cruscotto della 500 e immagino che qualcuna di quelle auto abbia proprio un CRUSCOTTO fatto da lei, magari proprio quella degli indiani che adoro…
E poi, a casa lo spettacolo in tv nonostante la pessima regia di canale 5…) - che bello vedere la NOSTRA amata Torino in TV, con quelle DOLCI parole dello spot… vi prego, perdonate l’ingenuità, per questa volta voglio CREDERCI, crederci come una bambina, con quello sguardo incantato che ha avuto ieri Sam per tutto il giorno, sbirciando con incredibile pazienza in TUTTE le 500 parcheggiate nella Piazza!
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Dicembre 07th, 2007 |
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