Archive for the 'CONSUMATORI MALPENSANTI' Category
Il Minestrano della Buitoni
Ieri avevo voglia di minestrone ma non di mercato. Dunque, unendo queste due pericolose premesse mi sono recata al supermercato GS vicino a casa e sono andata a malincuore nel reparto surgelati. “Qualcosa” mi diceva che non avrei dovuto farlo, poi la pigrizia ha vinto e tra tutte quelle buste ho preso quella che mi sembrava meno peggio, quella di una marca che il marketing mi ha fatto entrare nel cervello come sicura: Buitoni.
Torno a casa e lo metto a cuocere a fuoco lento come se le verdure le avessi raccolte dall’orto. E faccio sparire la busta, l’arma del crimine, conoscendo già le reazioni del mio amato di fronte a ’ste schifezze surgelate.
Passa un’ora, l’intruglio è pronto. Il mio piccolino mi chiede di passarlo, e non vi dico il risultato delle 15 verdure masticate tutte frullate. Come da istruzioni ci aggiungo l’olio d’oliva e assaggio. Incredibile, non sa di NIENTE. Lo verso nei piatti sperando in una gran fame dei miei commensali. Prima cucchiaiata. Leo, “mmmhhhh… bella merda!” E io che non resisto alla messa in dubbio delle mie capacità culinarie (?) mi tradisco, “E CI CREDO E’ QUELLO DELLE BUSTE!”
Scene di panico, terza guerra culinaria mondiale, “sai che non devi prendere sta roba!”, “certo che lo so” vorrei dire e invece continuo a difendere per testardaggine la naturalezza delle verdurine surgelate come appena raccolte, nel frattempo anche il piccolo Sam fa ostruzionismo e lo costringiamo con il ricatto della bistecca a mangiarlo lo stesso… alla fine tutti e 3 ci ingoiamo lo sbobbone Buitoni, che sa di plastica, e poi finalmente passiamo alle bistecche.
Stamattina Sam appena alzato ha dato un colpo di tosse e ha vomitato metà minestrano, che è uscito dalla pancia uguale identico a come ci è entrato. Evidentemente non è andato giù in nessun modo. A me e Leo invece ha fatto un effetto migliore dello yogurt della Marcuzzi.
La domanda sorge spontanea: ma se dentro - come da elenco ingredienti - ci sono soltanto verdurine sane della Valle dei Morti, perché sa di plastica? Perchè sembra il minestrone di Barbie? Perché non si digerisce? Quanti anni hanno le verdurine a quadretti infilate nella busta e soprattutto, dov’è ’sta valle dei Morti, a Chernobyl?
Morale: questa mattina, sotto la pioggia, sono andata al mercato dai contadini e ho riempito la borsa con le ruote di verdure del mio amico contadino di Castiglione. Almeno SO CHE COSA MANGIO, e so precisamente il suo ORTO in quale VALLE si trova.
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MOZZARELLA ALLA DIOSSINA, LA PUNTA DELL’ICEBERG
Ci risiamo, è di nuovo ALLARME. Non allarme rosso questa volta, ma ALLARME BIANCO, come la mozzarella di bufala alla diossina e come il mastodontico pezzo di ghiaccio che si è staccato dall’Antartide, con cui ieri sera si è aperto a sorpresa il TG. Siccome siamo sotto elezioni, la prima SAPONETTA a cui mi viene da pensare è: chi sta manovrando le nostre paure via etere? A quale santo dovremmo VOTARCI più che VOTARLO, per essere risparmiati dai soprusi alimentari e climatici in cui ci stiamo infognando? Che ci fosse il GLOBAL WARMING lo sapevamo più o meno tutti, l’iceberg è solo in anticipo di 15 anni…che vuoi che siano paragonati ai milioni di anni che questo pianeta è riuscito a vivere senza di noi? E poi mi chiedo, a che serve mettere al primo posto della nostra AGENDA SETTING (l’agenda delle nostre priorità mentali gestita dai media) che un pezzo di ghiaccio grande come l’isola d’Elba è partito e ci porterà ad un futuro devastante? E il tutto prima di dirci che la mozzarella campana è ripiena di diossina e il mondo la sta boicottando?
Tutti questi allarmi non hanno nessuno scopo utile. Vogliono solo gettare il PANICO, per distrarci da altro: sono solo l’ennesima saponetta da raccogliere.
Quanti ne abbiamo già tollerati? La mucca pazza, il pollo pazzo, la verdura contaminata, e ogni volta a rimetterci sono i produttori colpiti dalla fobia di turno, 30 milioni di euro persi in due giorni, 1000 posti di lavoro, poi anche questa passerà con uno stuolo di licenziati a seguito e noi distratti dall’incubo meningite o da qualche altro pollo avvelenato.
Usiamo la testa: c’è qualcosa di più grande da boicottare invece della mozzarella, che veramente è la punta dell’iceberg. E, considerando che l’iceberg si è staccato con 15 anni di anticipo… il tempo per pensarci si sta drasticamente accorciando.
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Studenti, popolo di debitori
Leggevo ieri su uno di quei giornali gratuiti, che i ragazzi italiani alle superiori sono pieni di DEBITI formativi. Arrivano alla fine dell’anno pieni di cambiali, italiano, mate, inglese, tutto un debito… Non mi stupirei che nascesse un’agenzia di PRESTITI anche per i debiti formativi? “PRONTO SERVONO PRESTITI? Possiamo darle un diploma classico subito e lei ce lo ripaga comodamente comodi esami mensili diluiti in 120 mesi… Che forse non sarebbe neanche male. Solo che si rischia di fare la fine della macchina, che quando hai finito di pagarla è già ora di buttarla via. Sai, se finisci di studiare a 30 anni per il diploma che ti hanno dato a 18, forse quelle materie saranno già passate di moda. Però c’è un vantaggio: nel frattempo, con il tuo bel pezzetto di carta avrai avuto il tempo di trovare un lavoro prima della demenza senile, buttalo via…
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IL VATICANO VESTE PRADA
“Senza i privilegi economici della Chiesa CATTOLICA lo STATO potrebbe praticmente dimezzare le tasse ai suoi cittadini”… (Piergiorgio Odifreddi)
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No…Lita? No buona idea.
Che Oliviero Toscani sia un provocatore va bene, e devo dire che finora le sue campagne mi sono sempre - più o meno - piaciute. Ma l’ultima… “NO…LITA” è davvero di pessimo gusto.
La campagna, creata per il marchio di abbigliamento NO-LITA ritrae la giovane Isabelle Caro completamente nuda, con tutte le ossa in vista.
La modella, anoressica dall’età di 13 anni, ha deciso di mettersi a nudo “perchè la gente sappia e veda davvero, a che cosa può portare l’anoressia”, come afferma nel suo blog personale… Sarò poco sensibile ma a me pare che il toscani sia più un furbone che un messia: NOLITA è un marchio di abbigliamento non il Ministero della Salute! Colta la differenza? Il vero messaggio, quello below ma proprio below the line è un PICK THE SOAP … (Raccolta la saponetta?) … Guarda la modella —> scioccati per quanto ti è possibile –> scatena la tua morbosità di volerne sapere di più e di sapere che cos’è ’sto no-lita —> perfetto, il marchio è penetrato per sempre nel tuo cervelletto. Pensate a quante visite avrà il loro sito per esempio, compresa la VOSTRA!
Dell’anoressia gliene frega poco o niente, è solo uno strumento… Basti vedere le precedenti campagne di NO-LITA e le modelle che sfilano per il marchio… Vi pare che siano molto lontane dall’anoressia? Ma per piacere!!!
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Aprile 11th, 2008 |
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