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Archive for the 'ADVERTISING' Category

Due parole sui COOL HUNTER

“Cool Hunt provides you with the very latest knowledge, mentality trends and guidelines to stay one step ahead of other players in the market”

Due parole sui cool hunter, mitizzati più che mitici rabdomanti che dovrebbero andare a caccia di tendenze, respirando in tempo reale “lo spirito del tempo” e assicurando così alle aziende profitti un po’ più certi.

Innanzitutto da dove arriva e chi si è inventato la parola COOL HUNTER?

Cool - Figo, di tendenza: in inglese significa freddo ma, se ci pensate bene il nesso c’è: una cosa figa è una novità, un qualcosa di fresco perché appena pensato e creato.

Hunting - Caccia, da cui Hunter=Cacciatore: nel senso di ricercare, scovare, intercettare.

Cool Hunter - Cacciatore di tendenze

Ad inventare il termine, in un mattino di primavera del 1997, fu Malcom Gladwell, dopo una notte passata a rimuginare sull’economia in mutamento dei grandi brand e la neonata pratica di saccheggio dalla strada…

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La forza dei blog

I blog stanno diventando sempre più una fonte di informazione influente. Questo è quanto viene svelato da una ricerca condotta da Hotwire Ipsos MORI, da cui è emerso che 25 milioni di persone in età adulta tra Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia, dopo avere letto recensioni pubblicate sul Web, hanno cambiato opinione circa un’azienda e i suoi prodotti e servizi. Un quarto degli europei (24%) considera i blog una stimata fonte di informazione, mettendola dopo i giornali (30%) ma davanti alla pubblicità in televisione (17%) e all’email marketing (14%); gli utenti che acquistano maggiormente su Internet sono quelli che hanno più fiducia nei blog, tra coloro che spendono oltre 145 euro su Internet ogni mese, il 30% si fida del contenuto pubblicato nei blog.


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E-mail marketing in crescita

Kiwari, leader europeo nelle soluzioni di digital direct marketing anticipa alcuni dati dell’Email Marketing Performance Report 2007 relativi al primo semestre dell’anno in corso (i dati si riferiscono al 35% delle e-mail inviate in Italia). In sintesi:

1) Sta crescendo enormemente il numero delle aziende che utilizzano il serivzio di mail marketing per comunicare con i propri clienti. Nei primi sei mesi dell’anno il volume delle email inviate è aumentato dell’82% rispetto al primo semestre del 2005 e del 22% rispetto al secondo semestre del 2005. La crescita media semestre su semestre è pari quindi al 49%.

2) La percentuale delle email che sono aperte almeno una volta si mantiene infatti costante, al 16% sul totale degli invii. (solo il 16%! … Detto diversamente, l’84% delle e-mail viene cestinato prima di essere aperto)

3) Aumenta il numero dei clickthrough unici per link e per email. I clickthrough unici per link sono arrivati al 3,5%, dal 2,6%… (solo il 3,5%!… Detto diversamente, sul 96,5% delle a-mail non si clicca)

I dati”, dice Marco Rivosecchi, Presidente di Kiwari, “mostrano due chiare e importanti tendenze. Innanzitutto, la sempre maggiore propensione delle aziende a ricorrere all’email marketing. Non solo cresce il numero delle società che utilizzano l’email marketing, ma quelle che già lo impiegano da tempo hanno aumentato la loro attività. In secondo luogo, a un consistente aumento dei volumi, non è corrisposto un calo dell’attenzione da parte dei pubblico. La percentuale delle email aperte è infatti rimasta costante, mentre quella dei clickthrough è addirittura cresciuta”.

Non c’è dubbio che le aziende facciano sempre più ricorso all’email marketing e che le aziende che già lo usano da tempo abbiano aumentato la loro “attività di invio”… dell’82% si diceva. Ma affermare che su questa folle quantità di mail marketing al confine con lo spam coincida con un rendimento comunicativo efficiente mi sembra azzardato. Penso sia comune a tutti aprire ogni giorno la mail, piantonare l’indice sul tasto CANC e cancellare in automatico almeno 40 o 50 mail quotidiane. Lanciare i propri messaggi a casaccio in questo vortice è una scelta calibrata? Di certo è una scelta economica, la mail non costa nulla. E’ anche se magari ce ne buttano via 84 su 100 avremmo certo speso meno che non se ci cestinassero 84 volantini su 100 (con grande gioia di altrettanti alberi risparmiati). Eppure, questo gioco al risparmio e a chi intasa di più non mi convince. Bisogna riuscire a fare la differenza. A trovare forme, contenuti e motivi per cui un utente abbia davvero voglia di APRIRE la nostra mail, andando al di là dello sfinimento da spamming quotidiano. Ad aprire la mail al mattino, a casa come in ufficio, non è il consumatore. E’ prima di tutto la persona, che spera sempre di ricevere un contenuto interessante per lui. Interessante, ancor prima che conveniente. E’ lì che dobbiamo arrivare. A suscitare quel tipo di soddisfazione.


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Viral Marketers all’attacco

La cosa più difficile in Italia è convincere le aziende ad uscire dai canoni di marketing certificato, dall’old marketing. Mentre il mondo viaggia sull’onda del womma, l’azienda che in Italia si spinge oltre è arrivata al marketing one-to-one, quel fastidioso mix di comunicazioni personalizzate via mail che dovrebbe seguire i passi del consumatore come un invadente grande fratello on-demand. E’ a questa tendenza che noi marketers all’italiana dobbiamo rispondere, spingendoci coraggiosamente a dire nell’ufficio della direzione che parla di calendari e biglietti d’auguri, AVETE VISTO IL NUOVO VIRAL VIDEO DI KENWOOD? Ecco, noi è lì che dobbiamo andare, verso il marketing mouth to mouth, il viral marketing, il marketing di guerrilla… e inaspettatamente, come un codice che decifra i misteri del sangreal, le strade si spianano al nuovo, cancellano d’improvviso la tradizione usata e si è già pronti per una nuova era. Sì, è una buona idea, chiedi un preventivo.


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Quelle graffette sui jeans

Non so se ha contagiato solo Torino, ma una nuova moda sta dilagando tra gli adolescenti: le graffette pinzate sul fondo dei pantaloni. (Ma per caso mi sono persa qualche cantante che le usa?) A Torino ne ho già visti parecchi: si mettono delle scarpe da ginnastica di pelle nera alte fin sopra la caviglia, i jeans legati con le graffette alla caviglia, il bomber nero o verde militare, e camminano dinoccolati come cavallerizzi . Devo assolutamente riuscire a fotografarne un esemplare.


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