
Addio Michael.
Sembra impossibile.
Il mio primo concerto,
io sabrina e suo papà
alle medie
e tu a Torino.
Le tue foto la mia prima amata tappezzeria.
Dischi, cassette, ritagli, “Cioè”, moonwalker
e tutti i passi di Thriller che ballavamo nei corridoi della scuola
e Bad nel walkman.
Non te ne sei andato solo Tu
hai portato con te
un’Era
la nostra Era,
un Tempo che i nostri figli
non conosceranno mai
non capiranno mai.
Con te se n’è andata la nostra Giovinezza.
Preferisco credere
che tu sia fuggito altrove, Michael,
mettendo in scena
la tua ultima folle idea:
una morte di plastica
per una vita che voleva sfuggire
al tempo che fugge.
E forse ora, come Peter Pan
sei su un’isola lontana,
eterno Giovane,
come eterni sono i ricordi
delle emozioni che ci hai regalato.
Ovunque Tu sia,
Grazie Michael.
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