Le INTERCAPEDINI del TEMPO

Posted on Lunedì 30 Marzo 2009

Di nuovo questa sensazione che QUALCOSA MANCHI, qualcosa di inafferabile, un malessere. Che forse condividiamo. La sensazione che potremmo essere ALTROVE, come se l’altrove custodisse in sé il fascino di un mistero ancora non svelato, lontano dalla routine, dalla piattezza di questi giorni fatti di monotono quotidiano, tv, cibo, silenzi. E poi ci sono i loro sorisi, che riempiono il giorno, e ridanno il SENSO ai giorni. MA l’anima è inquieta, pensa a méte lontane, ignara che forse nemmeno lì sta la FELICITA’, e vaga, vaga, vaga. IL VUOTO non si raggiunge in questo malessere.

le intercapedini del tempoSe solo dalla morte si potesse tornare, anche solo per UN GIORNO, e rivivere ancora una volta QUEL tempo, le chiavi che aprono la porta, la mamma che dice a quest’ora si arriva, il risotto, e quella cosa che hai portato dal cinema per me. Allora sì che se ne avrebbe un po’ di sollievo, come uno straccio freddo sulla fronte durante la febbre. Ma tutto è inellutabile, si passa, si muore e NON SI TORNA, non adesso, non in questa vita, non per chi resta. Che si torni ALTROVE, non fa poi così differenza - per chi resta - e nemmeno per chi muore, perché non se lo ricorda. La PATINA di senso di questi GIORNI è sottile, basta un nulla per sollevarla e scoprire come in fondo, NULLA ha un PESO reale. Tutto scorre, si trasforma, decade. Passa. Passano le nostre parole, i nostri segni e i nostri sogni, qualcosa di noi resterà per un po’, una maglia, uno scritto, un quadro, poi piano piano tutto finirà nell’enorme DISCARICA del tempo, che tutto macina insieme, il ricco con il povero, l’assassino con la preda, il virtuoso con il peccatore. Tutto ORGANICO. Che ha tanto sognato, parlato, sudato, urlato, pianto, riso, corso, saltato. Per poi FINIRE nel calderone del NULLA, che altro non è se non il RITORNO ALLA NATURA, a quelle ORIGINI DA CUI TUTTI PROVENIAMO.

A volte mi fa fatica prendere parte a questo GIOCO che è la vita, facendo finta di CREDERCI. Meglio sarebbe non entrare nella “norma” del senso apparente e dedicarsi completamente all’unica cosa che conta: LA RICERCA DELLA VERITA’. Ma è solo nelle INTERCAPEDINI DEL TEMPO, in quegli spazi vuoti che l’ANIMA si ricava nel teatrino delle vicende quotidiane, che i pensieri vagano inquieti alla RICERCA del VERO, capaci di pensare alla MORTE in coda alla banca, al corpo che si fa cenere mentre si compra il pane, alle nostre origini, mentre si toglie la polvere da sotto il letto. E’ in quegli SPAZI che la mia ANIMA e la mia MENTE desiderano andare, ed è lì che sempre più di frequente mi perdo, incapace di vivere questa vita come se fosse davvero INTERESSANTE. I soldi non mi sono mai interessati. Molto più mi interessava la FAMA, l’essere riconosciuta per qualcosa. Ora è finito anche quello, quasi del tutto. Nemmeno la VANITA’ dà più un SENSO reale a questo tempo.

Che cosa resta? La CURIOSITA’, la voglia di SAPERE, di SCOPRIRE CHE COSA SIAMO. CHI SIAMO. E’ di questo che in fondo sono fatta. Di curiosità e di spirito.

Chi mi conosce poco, e ahimé sono proprio le persone che mi sono più vicine, dice che NON HO PASSIONI. Perché non seguo il calcio, né il rugby, non ho un cantante preferito, non faccio sport, non ho una religione. Non mi possono incanalare in una descrizione: dunque NON SONO. E questo senso di DIVERSITA’ che in fondo ho sempre provato, non fa che aumentare il senso di ALIENITA’ dagli ALTRI. A cui concedo sempre il beneficio del dubbio, come spero che gli altri lo concedano a me: visti da fuori sembrano tutti uguali. Ma DENTRO che cos’hanno? Anche loro quando sono in coda alla posta pensano alla VITA? Mio figlio ogni tanto mi dice che HA VOGLIA DI PIANGERE, ma non sa perché. Succede spesso anche a me. Ma lui ha solo 4 anni! … Che abbia già intuito qualcosa della VITA? A volte mi pare che siamo collegati via mente, come E.T. ed Elliot. Due persone e un’anima.

Come vorrei VIVERE questo tempo fino in fondo, con CORAGGIO, senza sprecarlo, seguendo solo ciò che il mio ISTINTO mi chiede di fare. Studiare, leggere, scrivere, viaggiare, parlare con GENTE davvero ILLUMINATA. Ma non con questi SANTONI da 4 soldi che vendono l’oriente all’occidente in corsi di formazione da 16 ore. O con i PRETI che ripetono come scolaretti il catechismo che hanno imparato da bambini. Vorrei solo capire, per il tempo chemi rimane, che farmene di tutta questa INQUIETUDINE dell’anima, dove dirigerla. Che COSA cercare, come cercarlo. Buddha, Gesù, Terzani, Gibran, Thoreau - tante persone MERAVIGLIOSE. Un segno lo hanno lasciato, il loro MESSAGGIO. Ecco qual’è l’unica vera consolazione, la LETTURA, come potessimo ancora incontrarli, superando il TEMPO. Forse i LIBRI possono entrare nelle INTERCAPEDINI del TEMPO. E parlarci attraverso i secoli, i millenni, superando la morte. Forse ha ragione la Montalcini. Che cosa resterà dopo la VITA? Il MESSAGGIO. Non noi, la capacità che avremo sviluppato di COMPRENDERE la vita stessa.

Questo senso di MANCATA APPARTENENZA al mondo mi è proprio da sempre. Non è da quando è morto mio padre - che forse era un po’ come me, anche lui. Vivo così da sempre, dall’infanzia stessa.
Ma ora, con l’età ADULTA, ai margini dei 34 anni che domani arriveranno, vorrei poter AGIRE un po’ di questo SENTIRE, trasformarlo in qualcosa, scrivere, incontrare un vero Maestro, studiare ancora.

Che cosa voglio di regalo?
Non una cena, non un anello, non un vestito, non un museo.
Voglio la PACE del cuore.
Dopo la scomparsa di mio padre, in questi 6 mesi,
sono riuscita a far PACE CON LA MORTE.
Adesso voglio far PACE CON LA VITA.
Auguri momo.
Domani sono 34 sulla Terra.


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