Archive for Aprile, 2007
Quel disperato orticello
E’ come un senso di vuoto - di non senso. Chissà se anche gli altri lo provano. E’ come un vortice spaventoso, che toglie il velo e insieme il senso. Accade talvolta, e l’anima ne risulta impaurita, secca, arida. E’ l’anima che invecchia, penso allora, è l’anima annoiata da troppe soprese, satura di stupori, nauseata da emozioni sempre più fievoli. Forse quelle sensazioni sono le prime rughe dell’anima, i primi veri solchi. Dov’è l’antusiasmo? Il cuore lo sa, lo sa che è tutto da amare e da apprezzare, che abbiamo molto, moltissimo. Ma anche questo vivere “in fortuna” non è perfetto, perché è accompagnato da un sottofondo incessante e leggero di paura, paura che qualcosa cambi, che succeda qualcosa, mentre intorno, quei maledetti tg e giornali ci raccontano in continuazione che qualcosa di orrendo sta succedendo e che questo qualcosa ci alita intorno. Voler essere felici oggi è come coltivarsi un orticello biologico sul bordo dell’autostrada; non si può restare immuni da quello che ci capita intorno - dalla paura, dalla sofferenza, dalla povertà, dalle lacrime, dalla morte, dalla violenza, dall’emarginazione. La mia anima è arida in questi giorni, il mio volto non sorride, fatico a giocare la stessa parte nella rappresentazione quotidiana. Vorrei trovare un appiglio, un punto su cui fare forza per farmi e fare forza. Ma questo punto non lo trovo, c’è una sorta di tristezza generale in espansione, mentre tutto scorre apparentemente uguale, mentre si moltiplicano le incomprensioni. E la cosa strana è che un motivo di tutto ciò non lo trovo, o se non uno sono mille i motivi. Nel profondo, nelle profondità dello spirito - a quanto pare siamo soli. Là nessuno ci arriva, è così buio. Vorrei ritrovare la dimensione del sogno e della speranza che nel tempo so perdendo sempre più. A volte mi pare di non aver nemmeno voglia di iniziare un sogno perché so già dove va a finire. Il fatto è che più si vive e più ci si conosce. E toccare con mano i propri limiti, sapere già i percorsi che farà la proria anima/psiche per certi versi è desolante. Siamo dotati del libero arbitrio, sì… ma non di libero spirito. Il libero abitrio ce lo abbiamo all’interno della gabbia del nostro spirito, che sempre e comunque si muoverà all’interno dei paletti del nostro carattere e delle nostre paure. Vorrei poter migliorare dal profondo, poter mutare dentro. Ma quando penso al SENSO che altri potrebbero insegnarmi, faccio i conti con il MINDFUCKING, con quel sottile processo di condizionamento a cui quotidianamente siamo sottoposti. Dov’è questo SENSO, dov’é? Forse siamo davvero nell’epoca dell’individuo solo (e disperato) contro TUTTI. Non c’è più nulla che ci convinca a quanto pare, se non la stupida corsa all’edonismo. E’ una VITA sbagliata, una vita al contrario la nostra: deleghiamo gli affetti, deleghiamo le responsabilità, ci affanniamo per guadagnare e consumare subito dopo, e tutto scorre senza avere il tempo di GUSTARE NULLA. Io sono sempre più LENTA dentro e tutto questo fluire incessante di giorni e SAM che cresce e i nonni che invecchiano e la faccia che cambia, e i cambi armadi sempre più frequenti… Non riesco più a stare al passo con questa VITA. Tutto scorre troppo veloce e quand’anche si volesse lasciare un SEGNO, sarebbe un segno in corsa. Ma poi un SEGNO per cosa? Aveva ragione lui, TUTTO E’ VANITA’. E mentre la VANITA’ inseguiamo, la VITA SCORRE e noi la perdiamo, la PERDIAMO QUOTIDIANAMENTE.
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Virginia Reality
Eccolo qui, a poche ore dalla strage della Virgina, Cho Seung Hui è già diventato una “voce” di wikipedia. Fa rabbrividire il labile confine tra real life e reality verso cui stiamo andando; forse stiamo assistendo a qualcosa di più che la “vita quotidiana come rappresentazione”, come aveva anticipato Goffman. I media, le tecnologie ci stanno modificando nell’anima; è come se partecipassimo ad un enorme reality di società, in cui le emozioni e gli eventi sono codificati e rappresentati in tempo reale, in cui solo la sofferenza declinata in prima persona è reale - e non sempre. Tutto il resto è uno show, un delirante, life horror picture show.
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L’odore della notte
Da 5 annni vivo qui. eppure solo stasera ha SENTITO l’odore che ha la notte. l’odore del parco, degli alberi, del fiume, del buio, delle stelle, dell’immobile immagine di superga. L’odore, oltre la vista. quanto potremmo gustare di più di questa VITA se solo ascoltassimo i nostri SENSI.
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Intercettazioni telefoniche
Ore 19, localizzata conversazione animala in una casa di Torino.
Nonna Rosa, 70 anni ” samu, allora vieni da nonna?”
Samu, 2 anni e mezzo, “no”
Nonna, “E perché no?”
Samu, “non posso, mi devo trasformare in un DinoThunder”
Nonna, “ma dai, sei senza mutande?”
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Attenti al LUPOR
Il mondo è pieno di LUPIR.
Riposano in branchi in giacca e cravatta
giocano a fare gli art director
sono fastidiosamente sorridenti
untuosamente FINTI e doppi.
I LUPIR rubano idee ed entusiasmi
si cibano dei cervelli dei creativi
si appropriano delle energie dei più giovani
per liberarsi della loro vecchiaia.
I LUPIR sono temuti come coccodrilli
ma sono grandi come lucertole.
CREATIVI fuggiamo dai LUPIR
prima che ci trasformino in operai
al servizio del loro cattivo gusto!
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Aprile 22nd, 2007 |
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