spremuta creativa di una pubblicitaria webmaster freelance di torino

Archive for Aprile, 2007

moksilla 5.0

Stiamo per pubblicare la NUOVA versione di moksilla.com!
DIETRO LE QUINTE:
moksilla: “è bella eh questa versione… cos’è già la quinta?”
leon: “un’immagine che cambia costantemente non è sinonimo sicurezza”
moksilla: “appunto, per questo dobbiamo trovarne una definitiva”
leon: “non la troverai mai”
moksilla: “perché?”
leon: “perché non c’è niente di DEFINITIVO nella tua vita!”

Intanto, un’ANTICIPAZIONE:


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Calcoliamo il MOBBING

Qual’è la prima cosa che vi viene in mente pensando al MOBBING? A me, fino a poco tempo fa, una palpata di culo in ufficio. Oggi invece mi viene in mente un CALCOLO.
Mettiamo che il POTENZIALE di una persona, lavorativamente parlando, sia pari a 10. Se dove costui lavora gli chiedono 3, se questa persona viene ripetutamente trattata come se valesse un 3 o anche meno - approssimando per difetto - ecco realizzato un MOBBING ALLA MENO 7. Sì, perché alla fine della giornata vissuta da 3, questa persona SI SENTIRA’ UN 3. E non importa se magari lo pagheranno come un 6 o un 7. Dentro SARA’ UN 3. (Profezia che si autoavvera?) E il suo altro 7 reale e possibile? PERSO, buttato via, o accumulato malamente, pronto a diventare RABBIA o FRUSTRAZIONE.
A questo calcolo penso oggi quando sento la parola MOBBING. A un MOBBING sottile e SUBDOLO, a un MOBBING praticato inconsciamente da GENTE DISTRATTA, incapace di ragionare su ciò che non si può MONETIZZARE. E com’è noto, l’entusiasmo delle persone - non ha un valore al cambio. Ma un cambio nel valore degli introiti lo genera, vai a farglielo CAPIRE a questi mobbisti.


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Cambio di rotta

Chiedo scusa, fermo un attimo il navigatore, guardo fuori dai finestrini.
Mi distraggo da cartelli allettanti, le aspirazioni, l’imprenditoria, i sogni, il successo, il guadagno.
Scendo dalla macchina, non ci sono cartelli qui, ma solo colori, sapori, profumi: LA VITA.

Non importa se non arriverò da nessuna parte.
Ripartirò se e quando avrò voglia.
Ho scelto di godermi il VIAGGIO, questi meravigliosi GIORNI SERENI che nessun successo ci potrà mai restituire.
IL TEMPO, il TEMPO è l’unico BENE PREZIOSO che abbiamo, ma a quanto pare, non lo mettiamo mai tra le fatture in uscita.


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CowBoyLand

Visto che ormai ci siamo innamorati dei parchi, abbiamo provato anche questo: cowboyland a voghera, trovato su un sito web che vi consiglio, se avete bambini: parksmania. Il posto è sicuramente a misura di bambino, le attrazioni sono più che sufficienti per passarci una giornata. il clima rilassato e accogliente. Tra pony, lama, bufali, giochi, quad e canoe, il tempo vola davvero… unica pecca? il pranzo alla mac donald’s, per restare in tema di america. Ma siamo proprio sicuri che i cowboys mangiassero le patatine fritte col ketchup?


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Il “famoso” Acquario di Genova

Domenica abbiamo portato Sam al celeberrimo ACQUARIO DI GENOVA… un enorme centro commerciale con le vasche al centro. Non so, sarà Happy Feet, sarà che sono animalista e vegetariana… ma vedere tutti quegli animali così grandi e dignitosi COSTRETTI a mettersi in mostra in quelle claustrofobiche vasche da bagno…. mi ha messo tristezza… Il Pesce LUNA si era incastatrato con la testa in un angolo del vascone, proprio vicino ai bimbi che gridavano “guarda mamma è venuto a salutarmi!”… in quelle orribili colonne piene di pesce che neanche una pescheria, un pesce “nuotava al contrario” per l’entusiasmo dei bimbi, mentre era chiaramente “morto” per l’imbarazzo dei genitori… Dopo una lotta furibonda con i primi 5 strati di uomini e telefonini arrivavi finalmente di fronte al “grande schermo”, con queste povere bestie costrette ad andare su e giù nei soliti dieci metri liberi per la “gioia” di noi idioti… e sai che gioia, solo senso di colpa e claustrofobia. I pinguini ci guardavano tristemente incuriositi, salivano e scendevano da un habitat naturale delle dimensioni di una granita mentre eravamo tutti attaccati al vetro a urlare, “guarda amore c’è mamboooo!” Non parliamo poi degli sguardi pazienti di quelle enormi foche, costrette a sfilare davanti alle vetrine come grasse platinette alla passerella forzata…


Finalmente raggiungiamo l’uscita e alcune ragazze peruviane confermano le nostre sensazioni, “ah, ma è questo il famoso acquario di Genova? pensavamo meglio… noi siamo state a quello di Berlino è tutta un’altra cosa… ci sono perfio i fiumi!” Eh, sì, rispondevamo, poco orgogliosi di essere italiani, effettivamente anche noi ci aspettavamo qualcosa di meglio, siamo partiti da Torino per venire qui … ma forse bastava scendere in pescheria… risatina.
Per fortuna a Genova c’è la CITTA’ dei BAMBINI, e quella vale molto di più dell’ACQUARIO: è un posto splendido, dove i bambini si divertono davvero. E si divertono senza che ci siano animali costretti a farli ridere. Anzi, le uniche scimmiette che saltano su e giù lì sono proprio loro; solo il pubblico idiota non cambia, anche lì ci siamo noi genitori a riprenderli con i telefonini, così, giusto per memorizzare i ritagli di felicità e farli vedere agli amici in ufficio.



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