Comunque vadano le cose lui passa

Posted on Monday 12 March 2007

Mi sono un po’ persa, di nuovo, tanto per cambiare. Mi sono persa dietro ai giorni in fuga, al lavoro, ai ritmi forsennati del lavoro. Mi sono persa perché ho fatto del lavoro il fulcro delle mie giornate, perdendo così il sapore degli affetti, delle stagioni, della poesia. Dalle 6,30 alle 19,30 sono 13 ore: è questo il tempo effettivo dedicato al lavoro. Poi c’è il tempo interiore, che è molto di più, talvolta andando ad invedere anche il riposo notturno. L’ambizione è un male dell’anima: il nostro corpo invecchia tra i pixel e le riunioni, la bellezza sfiorisce senza che photoshop possa farci nulla. Devo ritrovare il mio tempo, riprendermi il tempo.
Una volta ho letto una cosa meravigliosa sul tempo: quando si invecchia, sembra che il tempo corra più veloce perché in realtà siamo noi che rallentiamo. E’ già così per me e, a quanto pare, anche per molti altri. Il tempo divora le giornate senza che nemmeno ce ne accorgiamo e spesso dopo il lunedì è già giovedì. Una volta almeno quando andavamo a scuola, le materie noiose non passavano mai. Ora volano anche le giornate di lavoro palloso. Il tempo che abbiamo passato a scuola mi sembra un’etrnità rispetto a questo, E a ben guardare della scuola ricordo moltissimi dettagli. Che cosa ricorderò di questo periodo di folle correre?


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