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Archive for Febbraio, 2007

TEST AYURVEDA: CHE TIPO SEI?

test ayurveda

DI QUALE COSTITUZIONE INDIVIDUALE (PRAKITI) SIAMO?

La parola prakriti (o prakruti) significa “natura”, più precisamente è la “forma originale”, da pra = inizio e kruthi = formare. La malattia compare quando ci si discosta da questa forma originale con un cambiamento a livello psicologico o fisiologico.

Secondo l’AYURVEDA secondo la predominanza di uno, due o tutti e tre i dosha (forze vitali), sono possibili sette tipi di costituzione:

1 Vata (sono io!)

Le qualità predominanti di vata sono: freddo, secco e irregolare.

I tipi vata possono essere molto alti o molto bassi con una struttura ossea esile e con scarsa massa muscolare. La qualità arida di vata si manifesta con pelle secca e ruvida, articolazioni che scrocchiano, capelli secchi, ruvidi e ricci, occhi piccoli, asciutti e infossati, unghie fragili. Il tipo vata soffre il freddo e spesso lamenta problemi di circolazione.
L’appetito e la digestione sono variabili, hanno abitudini alimentari irregolari che peggiorano la capacità di digestione. In genere soffrono di stitichezza. Sonno a volte disturbato per la naturale tendenza all’eccitazione.
Sono persone, attive, irrequiete, parlano velocemente e si muovono in fretta, hanno rapide fluttuazioni di energia per cui si stancano facilmente e a volte non riescono a sostenere l’attività frenetica che a loro piace tanto.

Psicologicamente i tipi vata sono dotati di grande creatività e particolare predisposizione alle attività artistiche. Per la loro natura instabile diventano a volte nervosi, timorosi e spesso sono afflitti da molte ansietà anche se non esistono problemi reali. Veloci ad apprendere ma altrettanto veloci a dimenticare. Scarsa forza di volontà, poca tolleranza e fiducia in sé stessi. Tendono a guadagnare denaro velocemente e a spenderlo velocemente.

2 Pitta
Le qualità predominanti di pitta sono caldo, oleoso e irritabile.

Le persone pitta sono di altezza e corporatura media con struttura ossea e massa muscolare ben formata. Pelle soffice ed oleosa, chiara, ricca di lentiggini e nei, si arrossa facilmente al sole e hanno tendenza a soffrire di eruzioni cutanee. Capelli dritti, chiari, di colore rosso, biondo o bruno con tendenza a prematura perdita e imbiancamento. Occhi acuti, grigi, verdi o bruno-ramati.
Metabolismo forte e buona digestione. Tendenza alla sudorazione eccessiva, mal sopportano il caldo, la luce solare e il lavoro duro. Producono molta urina e feci molli ed abbondanti. Sonno di media durata ma ininterrotto.
Psicologicamente hanno grande intelligenza, buona capacità di comprensione e discriminazione. Portati naturalmente al comando hanno un forte spirito competitivo, sono ambiziosi, amano la prosperità, gli agi, le cose lussuose che esibiscono con piacere. Avendo una natura focosa, quando sono messi sotto pressione, tendono a essere aggressivi, critici, polemici e possono anche essere distruttivi.

3 Kapha (leon!)

Le qualità predominanti di kapha sono freddo, umido, stabile.

I tipi kapha hanno generalmente una corporatura solida, massiccia, ben sviluppata, con torace ampio. Atleti naturali dotati di ottima resistenza allo sforzo e alla fatica tendono ad ingrassare se non si tengono in esercizio. Pelle soffice splendente ed oleosa. Capelli fitti, scuri, soffici e ondulati. Occhi grandi e scuri.
Hanno un appetito regolare ma digestione e metabolismo in genere sono lenti. Tendono a muoversi lentamente, fanno fatica a mettersi in attività ma una volta entrati in azione sono dotati di eccezionale resistenza. Evacuazione lenta con produzione di feci molli e di colore chiaro. Sonno profondo e prolungato.
Essendo generalmente sani, felici e pacifici, psicologicamente i tipi kapha sono tolleranti, calmi, indulgenti, affidabili. Lenti ad apprendere, quando hanno acquisito la comprensione di una cosa non la dimenticano più. Hanno una naturale tendenza all’accumulo e per questo a volte possono esibire caratteristiche di avidità, attaccamento, invidia, ossessività. Sanno guadagnare il denaro e hanno la capacità di conservarlo.

4 Vata – Pitta (dani?)

Nei tipi vata-pitta si uniscono la volatilità, la leggerezza e l’intensità dell’aria e del fuoco.

Rispetto al vata puro hanno una corporatura snella ma più vicina alla media, una digestione più forte e maggiore tolleranza al freddo. Queste persone uniscono l’originalità e la creatività del vata con la determinazione e l’intraprendenza del pitta. Sono persone di grande intelligenza e quando lo stress li mette sotto pressione possono rispondere con un’alternanza di paura e di rabbia.
Hanno bisogno soprattutto di stabilità, la caratteristica del kapha, che equilibra la loro volatilità.

5 Pitta – Kapha

In questi tipi si combinano l’energia del fuoco e la stabilità dell’acqua dando luogo a un individuo di straordinaria forza fisica, dotato di ottima resistenza, buona salute e grande sicurezza anche a livello psicologico. Hanno una corporatura forte e muscolosa, digestione buona di tipo pitta. Hanno energia stabile unita a grande resistenza quindi sono naturalmente portati all’atletica. La stabilità del kapha e la forza del pitta a volte li porta alla rabbia e alla critica, all’arroganza e all’insensibilità. Hanno bisogno della leggerezza e della flessibilità del vata che equilibra i loro tratti negativi.

6 Vata – Kapha

In questa costituzione convivono le qualità diametralmente opposte dell’aria e dell’acqua che condividono invece la freddezza. Le caratteristiche fisiche sono generalmente nella norma anche se l’altezza tende a essere superiore alla media. Possono avere la digestione lenta o irregolare e hanno una spiccata avversione per il freddo essendo in questa costituzione carente l’elemento fuoco.
Sono persone profondamente sensibili, umili e adattabili, possono essere dotate di buone qualità creative ed artistiche oppure possono essere portati alle attività sportive per la buona resistenza di cui sono dotati. La freddezza di vata e di kapha si può riflettere nel carattere che può essere carente di motivazione, passione ed entusiasmo. Hanno bisogno soprattutto di calore, in tutti i sensi.

7 Vata – Pitta – Kapha

Questo tipo di costituzione è molto raro ed è anche difficile da descrivere perché accomuna le qualità e le caratteristiche di tutti e tre i dosha. Fra tutte è comunque la costituzione più equilibrata, con la tendenza a godere di lunga vita, buona salute, buone difese immunitarie. Malgrado ciò, quando si ammalano, sono i tipi più difficili da curare proprio perché manca nella costituzione la prevalenza di un dosha che aiuta a identificare le predisposizioni naturali alle malattie e il modo di riportare l’equilibrio.

Le informazioni sono tratte dallo speciale ayurveda su benessere.com

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Lapsus di San Valentino

san valentino

Mi ricordo… no, un san valentino che mi sia rimasto nel cuore non riesco proprio a ricordarmelo. Nemmeno andando indietro fino ai tempi della beatissima adolescenza… mi ricordo molti natale, qualche carnevale, qualche pasqua, perfino qualche pasquetta… ma san valentino proprio no. Vorrà dire qualcosa questo? Sicuramente li ho festeggiati tutti dalle medie a oggi, tranne qualche anno di vuoto passato con le amiche single… eppure nulla, il vuoto nel reparto ricordi. Il ché significa solo una cosa: che nulla di tutti quei cuoricini mi ha lasciato un segno. Forse allora, come oggi, sono stati giorni “dovuti”. E’ una festa senza senso a ben guardare, una festa commerciale in senso stretto: in quel giorno BISOGNA dimostrarsi AMORE. Amore, mica noccioline. AMORE, mica affetto come a natale o sorpresa come a pasqua. E’ lì che sta forse il corto circuito di san valentino: nella necessità di dover DIMOSTRARE un sentimento SPONTANEO, di dover complicare il pane a tutti i costi. E non c’entrano nulla i regali, le collanine, le cene. UOMINI! Lo capite o no? A noi NON INTERESSANO quelle robe di facciata. A noi basterebbe una mezz’ora di cuore, magari anche solo prendersi un the insieme al bar e chiacchierare, in un luogo insolito, in un orario insolito, imprevedibile come il cuore degli adolescenti. Dovrebbe essere spontaneo e capitare in quel giorno… mah! Se mai passassi un san valentino così, per certi versi così NORMALE, credo che me lo ricorderei per sempre.


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Ayurveda

ayurveda

E, caso dopo caso, mi sto volgendo all’ayurveda, attratta inspiegabimente da cose che mi sembra di conoscere e verso cui so di dovermi rivolgere.


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ritrovato

yoga

ecco dov’era finito il CORPO
grazie YOGA.


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mentre tutto CORRE

magritte

Come vorrei trovare un po’ di luce in questo grigio dell’anima. Un po’ di SENSO. Un po’ di tranquillità interiore. E invece le giornate si rincorrono, veloci, fulminee, non c’è più TEMPO. Non c’è più tempo per pensare, stare in silenzio, leggere. Non c’è TEMPO per FERMARSI. Eraclito diceva che tutto scorre, ma qui è anche peggio, tutto CORRE, corre follemente. Il nostro “luogo” sereno sono attimi rubati alla fuga verso il nulla. La grande fuga verso il NULLA. E’ così che dice lui, quando gli dico che ho bisogno di un SENSO, di capirlo il SENSO dei giorni, della VITA (si può dire ancora senso della vita o bonolis l’ha banalizzato per sempre?). Dice lui che non c’è un senso, si vive e si muore, e che di noi non resterà nulla, diventeremo concime. E ride. E a me mi piange l’anima, anzi no, i neuroni, come dice lui. Non posso restare ancora a lungo in quest’aridità emozionale: la mia anima, la mia ANIMA, sì proprio LEI, ha bisogno di POESIA, SOGNI, METAFORE, SPERANZE e forse anche di nuova FEDE, fiducia. E’ tutto crollato intorno: mi sembra di non credere più a nulla, la fede è diventata superstizione. E quest’aridità alimenta le PAURE SOTTERRANEE, quell’odiosa insicurezza che esplode inaspettata tra una lavata di piatti e un divano. Mentre tutto corre, l’anima accumula sentimenti e sensazioni inespresse, bisogni - e il silenzio trasforma tutto in paure. C’è qualcuno, c’è ancora QUALCUNO che può parlare questa lingua? C’è ancora qualcuno che CREDE davvero che non diveneteremo concime, che può esserci un SENSO in questi giorni, c’è ancora un po’ di POESIA che può salvarci?


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