mentre tutto CORRE

Come vorrei trovare un po’ di luce in questo grigio dell’anima. Un po’ di SENSO. Un po’ di tranquillità interiore. E invece le giornate si rincorrono, veloci, fulminee, non c’è più TEMPO. Non c’è più tempo per pensare, stare in silenzio, leggere. Non c’è TEMPO per FERMARSI. Eraclito diceva che tutto scorre, ma qui è anche peggio, tutto CORRE, corre follemente. Il nostro “luogo” sereno sono attimi rubati alla fuga verso il nulla. La grande fuga verso il NULLA. E’ così che dice lui, quando gli dico che ho bisogno di un SENSO, di capirlo il SENSO dei giorni, della VITA (si può dire ancora senso della vita o bonolis l’ha banalizzato per sempre?). Dice lui che non c’è un senso, si vive e si muore, e che di noi non resterà nulla, diventeremo concime. E ride. E a me mi piange l’anima, anzi no, i neuroni, come dice lui. Non posso restare ancora a lungo in quest’aridità emozionale: la mia anima, la mia ANIMA, sì proprio LEI, ha bisogno di POESIA, SOGNI, METAFORE, SPERANZE e forse anche di nuova FEDE, fiducia. E’ tutto crollato intorno: mi sembra di non credere più a nulla, la fede è diventata superstizione. E quest’aridità alimenta le PAURE SOTTERRANEE, quell’odiosa insicurezza che esplode inaspettata tra una lavata di piatti e un divano. Mentre tutto corre, l’anima accumula sentimenti e sensazioni inespresse, bisogni - e il silenzio trasforma tutto in paure. C’è qualcuno, c’è ancora QUALCUNO che può parlare questa lingua? C’è ancora qualcuno che CREDE davvero che non diveneteremo concime, che può esserci un SENSO in questi giorni, c’è ancora un po’ di POESIA che può salvarci?
Febbraio 07th, 2007 |
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