Pensionati, salvateci dal Tossic Park!
Parlo per esperienza, vicino al Tossic Park ci vivo e tempo fa ci ho vissuto praticemente dentro, con una casa proprio sul limite di quella zona di nessuno buona solo per la cronaca nera. Carissimo Comune di Torino, lo stesso che adesso propina spettacolini per bambini tra le siringhe per allontanare i pusher: dove sei stato in questi quindici anni? Fino agli anni Novanta, nella stessa zona c’erano i pensionati con i loro orti: avevano baracche, coltivavano insalata, buttavano tra gli orti vecchie biciclette. Poi un giorno hai mandato le ruspe: troppo disordine, hai detto, dobbiamo ripulire e fare un grande parco. Eccolo qua, il parco è grande davvero e a fare shopping per il white christmas, ci arriva gente da tutto il Piemonte. Mi chiedevo solo dove fossero finite tutte quelle ruspe, che quando si è trattato di demolire sono state così solerti. Vedi, caro Comune, come ci hai già detto in altre occasioni, anche tu hai diritto, come qualsiasi cittadino, di tenere gli spazi inultilizzati: l’unica differenza che passa tra te e un privato cittadino - oltre alle finanze naturalmente - è che tu ti occupi di territorio pubblico. E quindi, quando lasci i lavori “in sospeso”, la collettività si muove di conseguenza; gli squatter si riappropriano della ex-Manifattura Tabacchi e i tossici vanno ad abitare tra i lavori in corso del parco Stura. L’unica cosa che potrebbe salvarci da questo squallore sono i vecchi pensionati: contadini, tornate a riprendervi i vostri vecchi orti. Ridateci la vostra insalata al posto della cocaina. Sono certa che anche il signor Comune di Torino si ricrederà sul concetto di disordine e vi apprezzerà come colorita e costruttiva parte della varietà urbana.
Dicembre 27th, 2006 |
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