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L’Assurdo Riposo

Mi si è stretto il cuore a leggere di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, i due giovani calciatori Juventini morti per un’inverosimile tragedia al campo di Vinovo. Morti a 17 anni, mentre tentavano di ripescare un pallone. Risucchiati dalle acque gelide.
Non c’è mai un modo giusto per morire. Eppure certe morti sembrano più ingiuste di altre. Due ragazzi forti, nel fiore degli anni, alle porte dei sogni. Natale. La vita che finisce dopo una partita al pallone. Il pensiero ripercorre infinite volte quella tragica mezz’ora, un destino assurdo, sorretto dalla vana certezza di saperlo evitabilissimo. E’ un corto circuito dell’anima, spezzato dalle urla del padre di Alessio, che al CTO chiama da tre giorni suo figlio nella speranza che si risvegli, e accompagnato dalle parole del cappellano dell’ospedale che oggi invoca pubblicamente Dio, sfinito dalle domande dei fedeli… Perché Dio, perché?
Inutile ripetere che siamo piccoli di fronte alle domande della Vita. Forse siamo piccoli nella routinaria miseria quotidiana, siamo piccoli quando sprechiamo vita di fronte alla tv, o quando trasformiamo i sentimenti in reality, merce di scambio, compromessi. Ma quando il dolore ci tocca diventiamo improvvisamente grandi, la carne torna a far male, la farsa della VITA si scoperchia e ci mostra tutto ciò che ha senso e ciò non lo ha. Cio mostra all’improvviso quanto sprechiamo del tempo che ci è concesso, ci mostra che non c’è una giustizia nel morire, che non passano prima gli anziani - nemmeno per gentilezza. Si muore, si muore e basta. Si muore anche di morte assurda - e tutti i nostri sogni, le speranze, le cose non dette, la vita non vissuta, le emozioni soppresse - tutto finisce lì.
Non so se qualcuno ci aspetta dall’altra parte. Se c’è un disegno, un Dio, una nuova vita da ricominciare. Nel mio PICCOLO credo che Qualcosa di diverso da qui ci sia, comunque.

Alessio, Riccardo, spero che in questo momento vi troviate in un posto migliore di questo e che in qualche modo possiater comunicarlo ai vostri genitori, in preda ad un dolore troppo grande per noi che siamo così piccoli.

L’eterno riposo
dona loro, o Signore
anche se a 17 anni
forse non erano ancora stanchi.


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