Boicottiamo IKEA?

Posted on Friday 1 December 2006

Forse i signori Mantovano (An) e Quagliarello (Forza Italia), ci sono rimasti male perché il bue e l’asinello volevano montarseli loro e non comprarli già pronti. Fatto sta che i due senatori (senatori eh!), hanno invitato il popolo italiano a boicottare IKEA perché non produce presepi. Incredibile a dirsi, IKEA, nota catena commerciale scandinava, propone addobbi natalizi nordeuropei, praticamente abete in tutte le forme. Tutte, ma il presepe no. Sarà forse, cari senatori, perché il presepe è una tradizione tutta italiana risalente al medioevo di san francesco? Che cosa può c’entrare il presepe con gesù giuseppe e maria con le tradizioni del nordeuropa? Allora, mi è venuta un’idea. Se questa è la linea che vogliamo tenere, cioè essere integralisti cattolici e fondamentalisti italiani, andiamo fino in fondo: invitiamo a boicottare i ristoranti cinesi perché non ci danno il panettone; boicottiamo la NIKE perché quest’anno non ha ancora messo tra i gadget il portacellulare di gesù bambino; obblighiamo i giapponesi a fare il sushi all’amatriciana; andiamo a rompere le balle a tutti i negozi indiani che non hanno ancora infilato la Sacra Famiglia tra le statuine del buddha. Prendiamo la nostra identità, cari senatori, e sventoliamola come un vessillo della nostra ignoranza in faccia a tutte le alterità. Non vedo l’ora di incontrarvi all’IKEA mentre cercate di ricostruire la mangiatoia con i pezzi della scarpiera in abete. Forse si può, è un po’ come il codice Da Vinci: i pezzi per fare il presepe li avete già, dovete solo trovare la combinazione.


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