Archive for Novembre, 2006
E-mail marketing in crescita
Kiwari, leader europeo nelle soluzioni di digital direct marketing anticipa alcuni dati dell’Email Marketing Performance Report 2007 relativi al primo semestre dell’anno in corso (i dati si riferiscono al 35% delle e-mail inviate in Italia). In sintesi:
1) Sta crescendo enormemente il numero delle aziende che utilizzano il serivzio di mail marketing per comunicare con i propri clienti. Nei primi sei mesi dell’anno il volume delle email inviate è aumentato dell’82% rispetto al primo semestre del 2005 e del 22% rispetto al secondo semestre del 2005. La crescita media semestre su semestre è pari quindi al 49%.
2) La percentuale delle email che sono aperte almeno una volta si mantiene infatti costante, al 16% sul totale degli invii. (solo il 16%! … Detto diversamente, l’84% delle e-mail viene cestinato prima di essere aperto)
3) Aumenta il numero dei clickthrough unici per link e per email. I clickthrough unici per link sono arrivati al 3,5%, dal 2,6%… (solo il 3,5%!… Detto diversamente, sul 96,5% delle a-mail non si clicca)
“I dati”, dice Marco Rivosecchi, Presidente di Kiwari, “mostrano due chiare e importanti tendenze. Innanzitutto, la sempre maggiore propensione delle aziende a ricorrere all’email marketing. Non solo cresce il numero delle società che utilizzano l’email marketing, ma quelle che già lo impiegano da tempo hanno aumentato la loro attività. In secondo luogo, a un consistente aumento dei volumi, non è corrisposto un calo dell’attenzione da parte dei pubblico. La percentuale delle email aperte è infatti rimasta costante, mentre quella dei clickthrough è addirittura cresciuta”.
Non c’è dubbio che le aziende facciano sempre più ricorso all’email marketing e che le aziende che già lo usano da tempo abbiano aumentato la loro “attività di invio”… dell’82% si diceva. Ma affermare che su questa folle quantità di mail marketing al confine con lo spam coincida con un rendimento comunicativo efficiente mi sembra azzardato. Penso sia comune a tutti aprire ogni giorno la mail, piantonare l’indice sul tasto CANC e cancellare in automatico almeno 40 o 50 mail quotidiane. Lanciare i propri messaggi a casaccio in questo vortice è una scelta calibrata? Di certo è una scelta economica, la mail non costa nulla. E’ anche se magari ce ne buttano via 84 su 100 avremmo certo speso meno che non se ci cestinassero 84 volantini su 100 (con grande gioia di altrettanti alberi risparmiati). Eppure, questo gioco al risparmio e a chi intasa di più non mi convince. Bisogna riuscire a fare la differenza. A trovare forme, contenuti e motivi per cui un utente abbia davvero voglia di APRIRE la nostra mail, andando al di là dello sfinimento da spamming quotidiano. Ad aprire la mail al mattino, a casa come in ufficio, non è il consumatore. E’ prima di tutto la persona, che spera sempre di ricevere un contenuto interessante per lui. Interessante, ancor prima che conveniente. E’ lì che dobbiamo arrivare. A suscitare quel tipo di soddisfazione.
No comments
Caffè e buongiorno
Inizio sempre la giornata con un caffé e il buongiorno di Gramellini. Lo trovo splendido, la sua semplicità mi mette ordine nel cervello di prima mattina.
No comments
Viral Marketers all’attacco
La cosa più difficile in Italia è convincere le aziende ad uscire dai canoni di marketing certificato, dall’old marketing. Mentre il mondo viaggia sull’onda del womma, l’azienda che in Italia si spinge oltre è arrivata al marketing one-to-one, quel fastidioso mix di comunicazioni personalizzate via mail che dovrebbe seguire i passi del consumatore come un invadente grande fratello on-demand. E’ a questa tendenza che noi marketers all’italiana dobbiamo rispondere, spingendoci coraggiosamente a dire nell’ufficio della direzione che parla di calendari e biglietti d’auguri, AVETE VISTO IL NUOVO VIRAL VIDEO DI KENWOOD? Ecco, noi è lì che dobbiamo andare, verso il marketing mouth to mouth, il viral marketing, il marketing di guerrilla… e inaspettatamente, come un codice che decifra i misteri del sangreal, le strade si spianano al nuovo, cancellano d’improvviso la tradizione usata e si è già pronti per una nuova era. Sì, è una buona idea, chiedi un preventivo.
No comments
Quelle graffette sui jeans
Non so se ha contagiato solo Torino, ma una nuova moda sta dilagando tra gli adolescenti: le graffette pinzate sul fondo dei pantaloni. (Ma per caso mi sono persa qualche cantante che le usa?) A Torino ne ho già visti parecchi: si mettono delle scarpe da ginnastica di pelle nera alte fin sopra la caviglia, i jeans legati con le graffette alla caviglia, il bomber nero o verde militare, e camminano dinoccolati come cavallerizzi . Devo assolutamente riuscire a fotografarne un esemplare.
No comments
Il TUTTO nella RETE
Nikesh Arora, capo europeo del motore di ricerca GOOGLE, ha dichiarato che ci vorranno 300 anni perché l’informazione globale in tutte le sue forme sia in Rete. Per fortuna non ci saremo.
No comments
Novembre 22nd, 2006 |
Category: