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Torino, città indifferente

E’ di ieri la notizia del ragazzo pestato a sangue sul bus nel centro di Torino - ora di punta - per aver difeso un connazionale da un furto ad opera di tre nordafricani; la gente stava a guardare, o forse si voltava dall’altra parte, infastidita. Poche ore dopo, come tutte le sere, la gente osservava dalla finestra la via crucis dei profughi del Darfur in fila lungo San Salvario, diretti al parco del Valentino per una calda notte con le foglie come materassi e i cartoni come coperte; non sono spacciatori, sono profughi; ma certo nemmeno questo può interessare alla gente, infastidita da tutto ciò che non rientra esteticamente nell’intoccabile vita luminosa d’occidente. Chiamparino si darà certo un gran da fare per smitizzare la paura di Torino Violenta, ma qui S.Amato e S.Mastella non bastano più. Non basterebbe l’esercito ad aiutare questa città. Torino non è violenta, è indifferente. E come tutte le città indifferenti, favorisce la crescita dei fenomeni criminali o malavitosi, che si nutrono del tacito accordo tra cittadini. Per fortuna c’è San Salvario che è davvero on the move: domenica, fino a notte fonda, faranno un gran festone, per dire che il quartiere non è solo spaccio, risse e degrado. Poi, quando le luci si spegneranno, radenti contro il muro, torneranno a sfilare i profughi sulla via del Valentino, i cittadini soddisfatti chiuderanno le imposte, i ragazzi del Darfur si rimboccheranno il cartone per stare più caldi. Buona notte Torino.


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