Oggi sulla Stampa, a due giorni dal discusso svenimento, Berlusconi occupava ancora due piene pagine e un buongiorno di Gramellini. In una delle due suddette paginone, l’impeccabile quotidiano, ci regalava anche la piantina della stanza d’ospedale, casomai ci fossimo chiesti dove aveva il comodino il “Presidente”. Il tutto, a poche pagine di distanza dal Gioco dell’Oca con Prodi & co. come pedine e le scadenze politiche come fermate. Un sospetto avrebbe dovuto venirci già di fronte alla pubblicità della nuova Stampa, con redattori e cronisti in posa da CSI. Lì avremmo dovuto intuire che qualcosa stava cambiando. Ma ora è più che dichiarato. Una volta si leggeva il giornale per sfuggire alla mediocrità insulsa della TV, alla ricerca di un linguaggio che sapesse farci muovere i neuroni un po’ più velocemente. Oggi, anche i giornali, e la Stampa in modo particolarmente dichiarato, hanno deciso di scendere a compromessi con il nostro cervello intorpidito di consumatori di tv spazzatura: una grafica tutta lulci e colori, articoli che approfondiscono le scemenze televisive, la politica come il gioco dell’oca, i redattori come gli attori di un serial tv e marchette a tutto spiano travestite da articoli. Vien quasi voglia di spegnere anche il giornale.
moksilla, 29 novembre 2006