spremuta creativa di una pubblicitaria webmaster freelance di torino

Mondi illusori

Sono queste fasi di passaggio, una sorta di LIMBO verso una diversa fase dell’ESSERE. Si sa che cosa si era, non si sa che cosa si stia diventando. E’ un terreno pericoloso quello pubblicitario, in costante bilico tra il NULLA dell’essere e lo scintillio di un mondo sempreverde,dove non si invecchia, non si soffre, non si muore. Una dimensione senza dubbio affascinante questo mondo parallelo di personaggi sorridenti, luci sempre accese, tinte decise e soundtrack in loop. Poi d’improvviso, il doppio volto, forse sono le SIRENE di Ulisse, non dobbiamo ascoltarle, non dobbiamo spendere la vita a farle ascoltare. Eppure, da sempre, qualcosa mi trascina verso questo mondo: l’immagine, la grafica, la pubblicità, il marketing - è da sempre che il mio spirito punta verso questi lidi. Da quando, acora bambina, collezionavo ritagli di riviste e pubblicità, e li archiviavo, senza sapere che ancor oggi ne avrei tratto ispirazione. Puntava qui quando nella prima pagina del diario delle medie annotavo slogan pubblicitari che inventavo in viaggio verso casa. E stavo già puntando qui quando, animatrice in casa di Riposo, passavo i pomeriggi a ritoccare le foto degli anziani così da togliere loro le rughe, ridargli colore e cambiare lo sfondo grigio con i luoghi dei loro sogni. E’ forse un desiderio di serenità che mi trascina verso questo mondo illusorio. La pubblicità, l’immagine, sono mondi fatati, dove la vecchiaia non arriva. Dove tutto è perfetto. E il limbo allora sta proprio qui, tra il dolore dell’illusione e il piacere di inventare mondi che non esistono, possiamo chiamarli la casa del Mulino Bianco, il Paese dei Balocchi, il Paese delle Meraviglie, mondi estranei all’illogico pain connesso alla vita reale. Ma non mi si dica che il TG, rituale intervallo tra le pubblicità, abbia vocazione di realtà maggiore: come gli spot, il tg racconta storie, selezionando dal reale aspetti utili al racconto ed esasperandone i lati morbosi, oscuri, epidemici. Che cosa è reale dunque? Forse solo la poesia, solo e soltanto quella. Ed è lì che dobbiamo tornare. Perché solo il poeta coglie il suono sereno dei giorni, e li trasporta agli umani stanchi sotto forma di musica, pittura, parola. Pubblicità, perché no. x


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