Archive for Novembre, 2006
Torino, città indifferente
E’ di ieri la notizia del ragazzo pestato a sangue sul bus nel centro di Torino - ora di punta - per aver difeso un connazionale da un furto ad opera di tre nordafricani; la gente stava a guardare, o forse si voltava dall’altra parte, infastidita. Poche ore dopo, come tutte le sere, la gente osservava dalla finestra la via crucis dei profughi del Darfur in fila lungo San Salvario, diretti al parco del Valentino per una calda notte con le foglie come materassi e i cartoni come coperte; non sono spacciatori, sono profughi; ma certo nemmeno questo può interessare alla gente, infastidita da tutto ciò che non rientra esteticamente nell’intoccabile vita luminosa d’occidente. Chiamparino si darà certo un gran da fare per smitizzare la paura di Torino Violenta, ma qui S.Amato e S.Mastella non bastano più. Non basterebbe l’esercito ad aiutare questa città. Torino non è violenta, è indifferente. E come tutte le città indifferenti, favorisce la crescita dei fenomeni criminali o malavitosi, che si nutrono del tacito accordo tra cittadini. Per fortuna c’è San Salvario che è davvero on the move: domenica, fino a notte fonda, faranno un gran festone, per dire che il quartiere non è solo spaccio, risse e degrado. Poi, quando le luci si spegneranno, radenti contro il muro, torneranno a sfilare i profughi sulla via del Valentino, i cittadini soddisfatti chiuderanno le imposte, i ragazzi del Darfur si rimboccheranno il cartone per stare più caldi. Buona notte Torino.
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La nuova Stampa
Oggi sulla Stampa, a due giorni dal discusso svenimento, Berlusconi occupava ancora due piene pagine e un buongiorno di Gramellini. In una delle due suddette paginone, l’impeccabile quotidiano, ci regalava anche la piantina della stanza d’ospedale, casomai ci fossimo chiesti dove aveva il comodino il “Presidente”. Il tutto, a poche pagine di distanza dal Gioco dell’Oca con Prodi & co. come pedine e le scadenze politiche come fermate. Un sospetto avrebbe dovuto venirci già di fronte alla pubblicità della nuova Stampa, con redattori e cronisti in posa da CSI. Lì avremmo dovuto intuire che qualcosa stava cambiando. Ma ora è più che dichiarato. Una volta si leggeva il giornale per sfuggire alla mediocrità insulsa della TV, alla ricerca di un linguaggio che sapesse farci muovere i neuroni un po’ più velocemente. Oggi, anche i giornali, e la Stampa in modo particolarmente dichiarato, hanno deciso di scendere a compromessi con il nostro cervello intorpidito di consumatori di tv spazzatura: una grafica tutta lulci e colori, articoli che approfondiscono le scemenze televisive, la politica come il gioco dell’oca, i redattori come gli attori di un serial tv e marchette a tutto spiano travestite da articoli. Vien quasi voglia di spegnere anche il giornale.
moksilla, 29 novembre 2006
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WORTH 1000
Per gli appassionati di grafica e manipolazione delle immagini, c’è un sito da non perdere: si chiama WORTH 1000 ed è stato realizzato quattro anni fa da due grafici americani. Il meccanismo è semplice: a scadenze ravvicinate Worth lancia un bando di gara chiamando i naviganti a partecipare. I temi possono essere tra i più disparati come “alterate le immagini di personaggi famosi facendoli assomigliare a dei manga”, o magari a degli zombi. Oppure “create una chimera assemblando non meno di tre animali diversi” e così via. Ad incoronare i vincitori ci pensano gli utenti con i loro voti. Per sceglierli basta poco, o quasi: ci si iscrive, si guadagna il proprio “karma”, ovvero una sorta di punteggio che viene stabilito valutando il grado di preparazione grafica dell’interessato, e poi si può esprimere il proprio giudizio. Si comincia con un karma 1, che può aumentare fino a 175. Più punti si riescono ad aggiungere al “karma”, più forte sarà il proprio voto. .. (Tratto da Repubblica)
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Addio spiriti affini
“Ma la terra con cui hai diviso il freddo, mai più potrai fare a meno di amarla”
Ho perso nel corso del tempo tutte le persone con cui condividere i pensieri più profondi. Quei pensieri connessi alla radice del nostro essere, in un luogo dell’anima riservato agli spiriti affini. Non sono molti gli spiriti affini che si incontrano nel corso di una vita, credo si possano contare sulle dita di una mano. E, una volta provato quel tipo di brindisi dell’anima, è difficile accontentarsi di altre condivisioni. Passiamo la maggior parte della nostra vita a parlare di cose irrilevanti: il lavoro, la stanchezza, il nuovo lcd, il tran tran quotidiano. Tutti suoni, rumori, che servono ad ovviare l’imbarazzante silenzio della routine. Ma, perduti i compagni di sogno, nel posto in cui fa freddo restiamo soli. Costretti a trasportarci come un peso una mole di sogni e di parole non-dette, di pensieri non svelati. E’ desolante.
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Mondi illusori
Sono queste fasi di passaggio, una sorta di LIMBO verso una diversa fase dell’ESSERE. Si sa che cosa si era, non si sa che cosa si stia diventando. E’ un terreno pericoloso quello pubblicitario, in costante bilico tra il NULLA dell’essere e lo scintillio di un mondo sempreverde,dove non si invecchia, non si soffre, non si muore. Una dimensione senza dubbio affascinante questo mondo parallelo di personaggi sorridenti, luci sempre accese, tinte decise e soundtrack in loop. Poi d’improvviso, il doppio volto, forse sono le SIRENE di Ulisse, non dobbiamo ascoltarle, non dobbiamo spendere la vita a farle ascoltare. Eppure, da sempre, qualcosa mi trascina verso questo mondo: l’immagine, la grafica, la pubblicità, il marketing - è da sempre che il mio spirito punta verso questi lidi. Da quando, acora bambina, collezionavo ritagli di riviste e pubblicità, e li archiviavo, senza sapere che ancor oggi ne avrei tratto ispirazione. Puntava qui quando nella prima pagina del diario delle medie annotavo slogan pubblicitari che inventavo in viaggio verso casa. E stavo già puntando qui quando, animatrice in casa di Riposo, passavo i pomeriggi a ritoccare le foto degli anziani così da togliere loro le rughe, ridargli colore e cambiare lo sfondo grigio con i luoghi dei loro sogni. E’ forse un desiderio di serenità che mi trascina verso questo mondo illusorio. La pubblicità, l’immagine, sono mondi fatati, dove la vecchiaia non arriva. Dove tutto è perfetto. E il limbo allora sta proprio qui, tra il dolore dell’illusione e il piacere di inventare mondi che non esistono, possiamo chiamarli la casa del Mulino Bianco, il Paese dei Balocchi, il Paese delle Meraviglie, mondi estranei all’illogico pain connesso alla vita reale. Ma non mi si dica che il TG, rituale intervallo tra le pubblicità, abbia vocazione di realtà maggiore: come gli spot, il tg racconta storie, selezionando dal reale aspetti utili al racconto ed esasperandone i lati morbosi, oscuri, epidemici. Che cosa è reale dunque? Forse solo la poesia, solo e soltanto quella. Ed è lì che dobbiamo tornare. Perché solo il poeta coglie il suono sereno dei giorni, e li trasporta agli umani stanchi sotto forma di musica, pittura, parola. Pubblicità, perché no. x
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Novembre 30th, 2006 |
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