spremuta creativa di una pubblicitaria webmaster freelance di torino

Archive for Marzo, 2006

Ho fatto 30

E oggi faccio 31. Ho mandato tutti allo stadio, a vedere il Toro, che per foruna gioca proprio stasera. Non avevo proprio voglia di festeggiare. Non so perché, ma una leggera tristezza mi alita intorno. Ho festeggiato con il mio piccolo, a cena, con 2 bistecche impanate. Poi abbiamo assaggiato di nascosto la torta che abbiamo fatto stasera. Ho sentito molte persone che mi vogliono bene. Parenti, qualche amico. Diciamo gli amici più stretti, perché gli altri via via le date se le dimenticano e anche le persone. C’è Angel in casa, e c’è solo una volta all’anno. Ci sono stati i Kings of Convenience, I don’t konw what I can save you from… I compleanni generano senso del dovere e sensi di colpa. Sono una scadenza tipo le tasse. A me non interessa quella roba lì. E poi quest’anno, boh, non mi fa festa dentro. Ho ricevuto dei bei regali. Mia mamma mi ha regalato una telecamera così avanti che fatico a raggiungerla. Leo tutto il corredino per la nuova arrivata, la telecamera di cui prima. Livio & Jenny gli spartiti di Ligabue, Nome e Cognome, li ho provati ed è presto fatto, Ligabue usa sempre 4 accordi. Io mi sono regalata una chitarra al mercatino dell’usato, dopo che mi hanno detto che la mia era irrecuperabile. Lucia una crema antirughe, su mio indiretto suggerimento - sì sto invecchiando. Patrizia dei fiori, non so se sono di buon auspicio. Mio padre è stato dolce, mi ha aspettato per un’ora sotto casa e poi mi ha regalato una pianta, strana, bella. Devo dire, che tra tutti i regali, il suo mi ha davvero commosso. E’ stato dolce - e’ stato quel qualcosa in più che cercavo, quel tocco di cuore e non di senso del dovere. Anche il regalo di mamma è stato tanto e dolce, lo so, so da dove arriva, quanti anni ci sono dietro quel dono. Lo custodirò con amore. La torta è in forno, ma ho sbagliato il procedimento e sembra una polenta. Un’altra cosa che mi ha commosso è stata la telefonata dei vecchi zii che mi hanno cresciuta da piccola, come ora i nonni Sam. Che dolci. Ancora si ricordano. Anche la zia di Praga si è ricordata. E’ bello essere amati. So che ci sono altre persone che oggi si ricordano di me, anche se non le sentirò. Anche io mi ricordo di loro ed a loro oggi è andato il mio pensiero. Chiudo, ora, vado con il cucciolo a vedere il film dei pesci, per la quarantesima volta, Shark Tale. Tra poco arriveranno i caciaroni dallo stadio a fare tanti auguri a teeeee. Sorriderò, graaaaaazie - sempre se non mi addormento prima. Ormai ho una certa età ;-)


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Il passaggio

Uno strano addio, quello a Stefano. Doloroso, ma di un dolore non tremendo e inguardabile. Un dolore dignitoso, intenso, ma anche pieno di speranza, di amore verso gli altri. Paola abbracciava tutti i convenuti, tantissimi davvero. Stefano doveva essere molto amato. Era come fosse lì. C’era così tanto amore in quel posto. Mi ha intenerito molto il cestino con dentro messaggi e oggetti per lui. Un modo per trattare la morte come una parte della vita. Un passaggio dello spirito. Un arrivederci. Così mi è sembrato oggi, con ‘eclissi, un sole non ancora visto in questa primavera, e un cambio continuo di luci nel cielo. Come se lui fosse lì, a salutare tutti. Se capissimo quanto è importante la morte, ci prepareremmo a conoscerla e a viverla già durante lav it, invece di fare finta, da bravi occidentali, che vivremo per sempre; o quanto meno, che non c’è nulla di spirituale e di possibile oltre a questi quattro giorni che passiamo sulla Terra.


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Vita da freelance

freelance

A un certo punto poi ti svegli e sei un FREELANCE. Avevi scelto di essere FREE, e sei stato accontentato. Un vecchio detto dice quando gli dèi vogliono punirci esaudiscono le nostre preghiere. Forse per questo adesso la mail è piena di curriculum in POSTA INVIATA e piena di spamming in POSTA IN ARRIVO. Bisogna mangiarsi a vicenda, o fai pranzo o sei il pranzo, diceva qualche giorno fa un sedicente guru della comunicazione in TV. Bisognerebbe essere aggressivi e spietati. Già. E invece sono solo FREE, una freelance torinese ottima come contorno probabilmente.


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Senza preavviso

Ricevo adesso la notizia della morte del fratello di Paola. Non lo conoscevo di persona. Conoscevo la felicità di lei però, lo splendore del suo oggi. Conoscevo la sua età, la stessa che sto per attraversare io: 31 anni. Come sa essere ingiusta e imprevedibile la vita. Come appare all’improvviso tutto privo di senso: i giorni davanti al computer mentre il tempo che fugge. La rabbia del passato e la paura del futuro. Il tempo fugge e finisce senza preavviso. Il cuore cede. Anche se non è il momento. Dicono che il momento non lo è mai. Di certo non lo è a 31 anni, con tutta la vita ancora da scrivere. Ciao Stefano.


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Non tutti i bambini fanno oh…

al parco

Ieri ho portato il cucciolo a giocare nei giardini di Piazza Cavour, nel centro di Torino. E ho scoperto che, sebbene tutti i bambini facciano oh, alcuni lo fanno diverso dagli altri. I bambini di Piazza Cavour fanno uh. Forse perché sono costretti in piccole giacche di cachemire di Missoni, con scarpine di cuoio sui sassi e piccoli jeans armani; forse perché il loro papà è vestito da ufficio anche il sabato mattina, e si aggira per i giardini in giacca e cravatta, parlando al telefonino, mentre uno dei due figli gli ciondola precario sul dondolino. O forse perché le mamme, per far circolare la coda sullo scivolo dicono, “avanti tesovo, digli di avanzave più vapidamente”, invece che semplicemente, “ci muoviamo?”. Quando siamo tornati nella nostra periferia nord, tra case popolari, immigrati e donne con le borse della spesa, ho tirato un sospiro di sollievo: i bambini facevano di nuovo: oh.


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