spremuta creativa di una pubblicitaria webmaster freelance di torino

Archive for Novembre, 2005

Message in the bottle

messaggio nella bottiglia

Lasciare un segno, dicevo questo ieri sera, mentre lui - giustamente - mi diceva, prima devi pensare a stare bene tu. Ma io sogno di lasciare un segno fin da piccola, non ho mai pensato che avrei trovato un lavoro che mi desse da mangiare e basta. Vorrei poter mangiare con il segno-che-sogno di lasciare, TorinoCuriosa è lì, la scommessa che ho aperto con la vita in tenera età, quando con la mia amica-collega di sempre, chiudevamo sogni di carta nelle bottiglie, li nascondevamo sotto gli alberi e dicevamo- poi, “nel 2000″ veniamo a cercare la bottiglia, leggiamo i sogni che abbiamo scritto adesso che siamo piccole e vediamo se si sono realizzati.


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Lento e Rock

celentano

Ma sì, Celentano aveva avuto una buona idea e invece sta finendo col diventare un acchiappapplasi populista. Ingrasssare potrebbe essere rock ma anche lento se troppo, applausi di tutti, grassi, magri, mediamente grassi, mediamente magri. Che palle ’sto prete in borghese. Sempre meglio di Elisa di Rivombrosa, anche detta “Elisa Villaschifosa” dalla nonna. Vado a guardarlo allora. Ma guardare Celentano sarà rock? Mi sa che è sempre la solita vecchia trasgressione controllata lenta, lenta, lenta…


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O si vive o si scrive

Oggi sto bene, non so cosa scrivere. Ah, perché solo quando stai male scrivi - dice babi dal divano. E sì, o si vive o si scrive. L’arte, la poesia, non sono che una pausa o un’esagerazione della vita. La vita, quella vissuta, sta prima e dopo.


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Eternity

troy

“Se decidi di restare metterai su famiglia e sarai ricordato dai tuoi figli e dai figli dei tuoi figli. Se decidi di partire sarai ricordato per sempre. Ma non farai ritorno”, diceva più o meno così la madre di Achille in Troy.


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Halloween

halloween

E così forse sto facendo pace con la morte. Sarà grazie a Dead like me, o a quei graziosi modelli di tomba che ho visto stamattina al cimitero. Piccolini, in pietra, qualcuno con un alberello rosso a fare ombra. Mica come i loculi che ti fanno vivere anche da morto nelle case popolari. No, delle graziose ville col giardino. Tante graziose villette a schiera, “arredate” a gusto dei familiari: fiori, madonnine, padre pio, e le forme più diverse, cuori, rombi, o classici rettangoli. E poi la foto. Pensavo, ma uno mica lo direbbe che “quella” foto sarà quella che ci rappresenta per l’eternità. (Eternità che sono circa 40 anni per la memoria dei posteri). Cmq ho deciso: una bella villetta a schiera, cenere così sono certa di non svegliarmi (non vorrei che si confondessero, ho il sonno pesante) e qualcuno che ogni tanto mi legge una poesia, o il brano di un bel libro. Macabro? No, è la vita. ;)
E’ che non vogliamo pensarci, sennò ci passa la voglia di vivere.


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