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PILATES

pilates

Ho la strana sensazione di essere arrivata alla fine dei giochi. Un’intuizione. TorinoCuriosa, quella fretta lì. Finita. Adesso si fa sul serio. Si fa più piano. Ho la sensazione di essere cresciuta, improvvisamente. Un po’ come quando guardo mimmi e lo vedo diverso, all’improvviso. Cresciuto di tre mesi in un giorno. Una nuova consapevolezza si agita in me, da qualche giorno. Forse è stato pilates. Tutta quella tensione del corpo, quel tendere verso, lo strebhen di Goethe si diceva al liceo, ma chissà come si scrive. Potrei decidere di seguire babi in una villetta, lontano da tutto questo rumore urbano. Ho bisogno di FERMARMI. Guardarmi attorno, guardarmi DENTRO, RALLENTARE, ascoltarmi. RAGIONARE. Quando tutto corre, RALLENTARE. Come quando in macchina quello dietro suona e io rallento ancora di più. CALMA. Bisogna fare i MOVIMENTI GIUSTI, altrimenti tanta fatica e agitazione non fa che peggiorare il metabolismo, sfinire il corpo senza migliorarlo. Come pilates. CALMA, FORZA, LENTEZZA. EQUILIBRIO.


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