
Carpe Diem, pensavo questa sera. Ma non nel senso di afferrare chissà quale controversa occasione. Le sue piccole manine tra le mani, lui, piccolo piccolo, sta per cedere al sonno e ha bisogno di un contatto di dolcezza per sapere che potrà addormentarsi tranquillo, riparato dal nostro amore - totale, incondizionato. La mente di noi “grandi” va al pascolo - il lavoro, il programma di domani, cosa dire in quella telefonata, andare o no in palestra… Poi l’ho guardato, il mio piccolo cuore. Così dolce. Così puro nella ricerca di un contatto. Carpe diem. Ci perdiamo così tanti attimi, illusi di poter “fare” di più anticipando i tempi con il pensiero… E invece non facciamo che accorciare la vita. Non gustiamo nulla: di continuo prepariamo e commentiamo ricette.